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Malesia

Malesia
Paolo Del Papa

La Malesia é una lingua di terra lunga circa 750 km.nel mar Cinese Meridionale, nel suo punto più largo non supera i 320 Km., ma proprio grazie a questa sua posizione geografica, essenzialmente marittima, é stata da sempre il punto di incontro tra le due maggiori culture asiatiche, l’indiana e la cinese. Mentre sulle coste si succedevano insediamenti umani, fiorivano culture e scambi commerciali, l’interno é rimasto per secoli quasi inesplorato. La struttura ambientale e la morfologia del territorio ne fa capire la ragione: una fitta foresta tropicale che copre circa il 70% dell’intera penisola, caratterizzata, nella parte più interna da aspri rilievi. La jungla malese, però, si differenzia da tutte le altre foreste tropicali del mondo per il fatto che é di gran lunga la più antica, non essendo mai stata toccata da nessuna glaciazione e quindi risale a non meno di 130 milioni di anni durante i quali si sono riprodotte specie vegetali e animali antichissime ed estinte altrove. In questa sottile striscia di terra, caratterizzata da due ambienti cosi vari e diversi come quello marino e quello dell’interno, si sono prodotti contrasti etnici e culturali unici nella storia di un paese così piccolo. La popolazione originaria era costituita da gruppi di cacciatori e raccoglitori nomadi pigmoidi denominati come Negritos a causa delle loro fattezze negroidi, un etnia antichissima della quale sopravvivono alcuni piccoli gruppi nell’interno più fitto della foresta, soprattutto nell’area del grande parco Teman Negara. Tra il IIII e il II millennio a.C. la penisola malese fu invasa dai paleomalesi provenienti dall’Asia centrale che si insediarono sulle fertili zone costiere e le pianure, a partire dal III’ sec. a.C. fu la volta delle tribù protomalesi che invasero anche l’intera Indonesia e dai quali discendono le popolazioni attuali dei due Paesi. Il XVIII secolo della nostra era vide una grande migrazione cinese che si ripetè nella seconda metà del secolo scorso; a causa di questi due massicci e recenti movimenti migratori, quasi la metà della popolazione della moderna Malesia é costituita da cinesi che non si sono mai mescolati con gli altri gruppi etnici, costituendosi in una grossa comunità con religione, costumi propri. Nello stesso periodo della seconda migrazione cinese, il governo coloniale britannico favorì l’immissione di mano d’opera proveniente dall’India per le grandi piantagioni e, in breve tempo, quella indiana diventò la terza grande comunità del Paese. Un vero e proprio mosaico etnico e culturale nella quale l’uomo del paleolitico si trova a pochi chilometri dalla città industrializzata.Le coste malesi sono tra le più belle del sud est asiatico ed anche tra le più incontaminate, chilometri e chilometri di spiagge deserte limitate da enormi estensioni di palme di cocco, un mare dai colori unici che racchiude i tesori della barriera corallina a pochi metri di profondità. Se si eccettuano i i magnifici centri turistici, l’unica presenza umana é data dai molti villaggi di pescatori malesi che vivono in gran parte secondo gli schemi sociali ed economici tradi-zionali, gli Uomini del Mare Orang Ka Laut dalla vita basata naturalmente sulla pesca, i cui prodotti vengono in parte scambiati con quelli agricoli degli Uomini dell’ Interno Orang Darat. Non é difficile essere ben accolti in questi villaggi costieri dove, oltre a godere dello stupendo ambiente marino malese, é possibile vivere una esperienza che va ben oltre il semplice approccio turistico tradizionale. Sia i malesi della costa che quelli dell’interno vivono in grandi villaggi che chiamano Kampong, nei quali ogni nucleo famigliare possiede la sua abitazione ed il proprio pezzo di terra in perfetta armonia con gli altri, gli abitanti sono generalmente legati tra loro da vincoli di parentela, più famiglie imparentate collaborano tra loro nell’attività della pesca che é coordinata sempre dal Jurusalem, personaggio chiave nella tradizione degli Orang Laut, colui che conosce tutti i segreti del mare e gli spiriti che lo popolano, che ha ereditato dagli antenati la conoscenza dei riti magici necessari ad ingraziarseli. A capo del Kampong vi é il Ketua - Kampong che, assieme al Jurusalem, e all’ “uomomedicina” Pawang, gestisce la villa comunitaria del villaggio. Tutte le isole malesi sono splendide ed ognuna ha le sue affascinanti caratteristiche, tra le tante le più suggestive e meglio attrezzate turisticamente sono Langkawi, al largo della costa occidentale, e Tioman su quella orientale. Comodi e veloci aliscafi dal porto di Mersing portano a Pulau Tioman, quella che ha ragione molti hanno definito “la perla del Mar Cinese Meridionale”, un’ isola dai suggestivi rilievi coperti da jungla e circondata da una bellissima barriera corallina che fa splendere di colori magnifici un mare incontaminato, con la presenza discreta dei resorts integrati all’ ambiente naturale. E’ d’ obbligo girare un po’ in barca per scoprire tutte le insenature della costa e gli isolotti vicini con i fondali corallini animati dalla vita sottomarina, nuotate, pesca, relax sulle spiagge in completa libertà. Pulau Tioman non offre solo attività balneari, ma queste si possono alternare con interessanti escursioni nell’interno della foresta e, soprattutto, alla vita con gli ospitalissimi pescatori del villaggio che sono sempre felici di insegnare ai visitatori tutti i segreti dell’isola e del mare che la circonda. Senz’altro un approccio differente e molto più completo di quello che si può avere in ambienti analoghi, ma possibile in questa e tutte le splendide isole malesi.La Malesia possiede tra i più vasti e suggestivi parchi naturali dell’ Asia, tra i quali il selvaggio Endau Rompin e lo splendido Taman Negara con i suoi 4.350 Kmq. di jungla fittissima che contiene migliaia di specie botaniche, molte delle quali rarissime, popolata da elefanti, bufali, felini e varie specie di mammiferi, rettili e uccelli, uno dei massimi “santuari” della Natura, ancora completamente incontaminato.Vi si accede solo per via fluviale, risalendo il Tamberling su piroghe a motore e la lunga navigazione offre già un’idea di questo ambiente estremamente suggestivo con i suoi alberi giganteschi e la jungla intricatissima che si affacciano sul fiume, capanne su palafitte ogni tanto emergono dalla foresta con donne e bambini che si affacciano curiosi a salutare.

© Paolo Del Papa

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