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Cina

Il Paese
La Repubblica Popolare Cinese ufficialmente denominata “Zhonghua Renmin Gongheguo”. Il Paese è circondato a nord dai deserti e ad ovest dagli aridi altipiani del Tibet e del Qinghai, a est affaccia sul Mar Giallo e sul Mare della Cina con oltre 5.000 km di coste. Confina ad est con la Corea settentrionale, a Nord con la Mongolia, a Nord-Est con la Repubblica Popolare Sovietica, a Nord-Ovest con il Kazakistan, a Ovest con il Kirghizistan e l’Afghanistan, a Sud-Ovest con il Pakistan, l’India, il Nepal, il Buthan e il Sikkim, a Sud con la Birmania, il Laos e il Vietnam.La Cina è un paese vastissimo che presenta una ricca varietà di regioni naturali. Caratteristica comune a gran parte del territorio cinese è la diffusa montuosità, pari a circa il 59% della superficie totale. La montuosità è più accentuata ad Ovest, dove si trovano i sistemi montuosi più elevati e i più estesi altipiani, e meno evidente nella sezione orientale, dove i rilievi presentano un andamento più disordinato e sono notevolmente meno elevati. Il 31% della superficie è invece costituito da pianure di cui la metà fertilissime e l’altra metà desertiche. Le più vaste pianure fertili della Cina si trovano in corrispondenza dei bassi corsi dei maggiori fiumi cinesi. La zona collinare occupa solo il 10% del territorio nazionale. Le regioni occidentali meglio definite morfologicamente sono: il Tibet, il Turkestan orientale (un profondo bassopiano in gran parte desertico), la Mongolia (esteso altipiano), lo Yunnan (esteso altipiano), l’ampio bacino dello Sichuan e al Manciuria (vasto bassopiano). Più del 95% della popolazione è di razza Han, il restante è costituito da ben 55 minoranze etniche.I siti preistorici rinvenuti nei 600 km che si estendono lungo il Fiume Giallo, e lungo il suo affluente, lo Wei He, nel centro-nord orientale del paese, identificano in quest’area come la culla della civiltà cinese.Prima del 221 a.C., data della fondazione del primo Impero cinese, la Cina era divisa in tanti stati feudali che combattevano tra loro guerre cruente al fine di ottenere la supremazia politica e territoriale. Quest’epoca, detta degli “Stati Combattenti”, non fu solo un periodo caratterizzato da scontri sanguinosi ma anche da un grande fermento filosofico e artistico. L’unificazione della Cina risale all’imperatore Qin Shihuang che regnò dal 221 al 206 a.C. a Xi’an, lasciando grandiose testimonianze del suo operato, dalla Grande Muraglia ottenuta quale completamento delle fortificazioni erette da diverse popolazioni, allo stupefacente esercito di terracotta, formato da oltre 7000 soldati alti tra i 1,75 e i 1,94 metri e pesanti sino a 200 Kg. La struttura dell’impero cinese, basata sui cardini dell’imperatore e della burocrazia, stabilite da Qin Shihuang era destinata a conservarsi inalterata fino al principio di questo secolo. I confini raggiunti nei periodi di massima espansione sono stati nel complesso mantenuti anche dopo il passaggio dalla forma di governo monarchica a quella repubblicana.Durante la sua lunga storia l’impero cinese ha conosciuto epoche di grande splendore e di decadenza, epoche di unità nazionale ed epoche più buie caratterizzate da scontri e divisioni.I successivi periodi sotto la dinastia Han Occidentale (Xi’an, 206 a.C.- 23 d.C.) e la Han Orientale (Luoyang, 25-220 d.C.) diedero grande impulso allo sviluppo della regione e della Cina tutta, grazie anche all’apertura nel 114 a.C. della Via della Seta. Seguirono circa tre secoli e mezzo di relativa disgregazione nazionale, durante i quali le quattro città, insieme a Datong a nord, Hanyang a sud e Nanjing a sud-est, si contesero la supremazia sull’intero territorio. La riunificazione avvenne sotto la dinastia Sui (Xi’an, 581-618) ed è soprattutto sotto la successiva dinastia Tang (Xi’an, 618-907) che si ebbe un altro straordinario sviluppo. Si riaprì la Via della Seta e Xi’an divenne la città più importante del mondo, con un milione di abitanti entro le poderose mura di 8,5 per 10 chilometri, ed un altro milione ammassato al di fuori di queste. L’ultimo periodo di grande splendore della regione fu sotto la dinastia Song che stabilì la capitale prima a Kaifeng (970-1126) e poi a Hangzhou (1126-1279), 1000 chilometri a sud est, sul mare. Nel 1279 la capitale venne spostata a Pechino da Qubilai Kan, nipote del conquistatore mongolo Gengis Kan, ed è alla sua corte che giunse Marco Polo. La dinastia mongola Yuan regnerà sino al 1368, seguita dalla cinese Ming (1368-1644) e infine dalla dinastia Qing (1644-1911) di conquistatori Manciù, sino all’ultimo imperatore Puyi. E’ a partire dal 1842, data che segna la fine della Guerra dell’Oppio (1839-1842) e l’apertura della Cina al commercio occidentale, che comincia la trasformazione e la disintegrazione del vecchio mondo cinese. Gran parte della Cina che noi oggi vediamo è però il frutto degli avvenimenti di questi ultimi 90 anni, anni in cui l’avvento del partito comunista e le figure di due grandi leader come Mao Zedong e Deng Xiaoping hanno dominato il pensiero e il comportamento di milioni di persone. Le trasformazioni da essi realizzate hanno stravolto completamente l’assetto politico sociale della nazione, toccando e rivoluzionando ogni aspetto della vita quotidiana del cittadino cinese, e rendendolo più di ogni altra cosa ciò che egli è oggi. In un viaggio in Cina si sente infatti molto più forte l’influenza del comunismo piuttosto che l’influenza del retaggio storico millenario che ha caratterizzato questo grande Paese.La Costituzione del 4 dicembre 1982, la quarta nella storia della Repubblica Popolare Cinese, ha sancito il predominio del partito comunista cinese sulla società e sullo stato. La Costituzione ha inoltre confermato che la Cina Popolare è uno Stato Socialista di dittatura del proletariato e ha affermato che essa è uno stato unitario plurinazionale. Nel 1993 è stato iscritto il principio dell’”economia socialista di mercato” e nel 1999 è stato riconosciuto il ruolo del settore privato nell’economia e il diritto alla proprietà privata.Il potere in Cina è tenuto saldamente dal Partito Comunista. Negli ultimi anni la morsa politica economica e sociale che attanagliava i cinesi si è comunque allentata. Rispetto al passato oggi viene incentivata la proprietà privata e l’arricchimento personale. Con una superficie coltivata pari al 10% circa del territorio, la Cina è uno dei maggiori produttori agricoli mondiali. L’agricoltura in Cina è molto sviluppata e occupa più della metà della popolazione, praticamente l’80% dei cinesi vive in campagna.Le principali coltivazioni sono cereali (soprattutto riso, grano e soia) insieme al cotone, la canna da zucchero e il tè; importante è anche l’allevamento (suini e bovini). La Cina è il primo paese al mondo nel settore della pesca ed è ricchissima di risorse minerarie, in particolare carbone (che rappresenta la principale fonte energetica), petrolio e gas naturale. Nella struttura della produzione industriale si è operato un significativo passaggio dall’industria pesante (concentrata nel nord-est e sud-est) all’industria leggera, con produzioni destinate al mercato interno e internazionale. Nelle aree costiere meridionali e soprattutto nelle “zone economiche speciali” predominano le industrie leggere produttrici di beni destinati all’esportazione. La Cina e’ il maggior produttore mondiale di acciaio, carbone, cemento, fertilizzanti chimici, prodotti tessili.La progressiva liberalizzazione dell’economia e il cospicuo afflusso di capitali stranieri stanno determinando profonde trasformazioni in quasi tutti i comparti del settore industriale. La Cina e’, inoltre, il detentore delle maggiori risorse idroelettriche; il terzo maggiore armatore dopo Giappone e Corea; l’ottavo come fatturato nel turismo.Principali prodotti importati: attrezzature elettromeccaniche 42,0%; prodotti chimici 14,6%; filati, tessuti e loro prodotti 6,7%; acciai e ferri 4,6%; prodotti petroliferi 4,3%. Principali prodotti esportati: attrezzature elettromeccaniche 30,0%; abbigliamento e accessori 15,5%; filati, tessuti e loro prodotti 6,7%; prodotti chimici 5,4%; calzature 4,5%.

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