Senegal
Il Paese
Il Senegal confina a sud con la Guinea e la Guinea-Bissau, con il Mali a est, la Mauritania a nord e l’Oceano Atlantico settentrionale a ovest. La nazione indipendente del Gambia è racchiusa nella zona sud ovest del Senegal, separandolo dalla Casamance. Il paese è attraversato dai fiumi Senegal a nord lungo il confine con la Mauritania; il Gambia nello stato omonimo e il Casamance a sud che da nome alla regione. La desertificazione nel nord del Senegal è un problema notevole, in parte risolto dalla diga di Manantalli sul fiume Senegal. Le zone più basse del paese sono le coste atlantiche, mentre gli altipiani più elevati si trovano nelle Colline del Futa Jaldon, che raggiungono quote intorno ai 580 m. Il Senegal è il paese biologicamente più vario del Sahel, la regione semi-desertica situata a sud del Sahara, e ospita oltre 550 specie di fauna. È inoltre una zona importante per gli uccelli migranti, soprattutto quelli acquatici che ogni inverno vi fanno ritorno in gran numero dall’Europa, sostando nel Parc National aux Oiseaux du Djoudj, una delle più importanti riserve di avifauna del mondo a nord di St-Louis. I primi documenti storici sul Senegal risalgono all’ VIII sec., quando era parte dell’Impero del Ghana, alla cui decadenza si impose il regno di Djolof che fiorì tra il XIII e XIV sec. tra il fiume Senegal e Dakar. All’inizio del XVI secolo i mercanti portoghesi ebbero i primi contatti con i regni costieri del Senegal, con i quali commerciarono per tutto il secolo seguente prima di cedere il posto a Inglesi, Francesi e Olandesi che speravano in questo modo di ottenere il controllo di St-Louis e dell’isola di Gorée, punti strategici dove venivano radunati gli schiavi destinati alle Americhe. St-Louis fu infine assoggettata dai Francesi nel 1659. Verso la fine dell’Ottocento i Francesi controllavano ormai tutto il Senegal e Dakar si sviluppò come centro amministrativo della colonia. Già nel 1848 il paese aveva inviato un proprio deputato al parlamento francese, ma soltanto nel 1914 venne eletto il primo deputato africano, Blaise Diagne, che sarà poi seguito da una nuova generazione di uomini politici di colore capeggiati da Lamine Gueye e Leopold Senghor. Nel processo verso l’indipendenza il Senegal si unì al Sudan francese nella Federazione del Mali che, pur avendo raggiunto il suo scopo nel 1960, si sciolse due mesi più tardi. Il Senegal divenne quindi una repubblica sotto la presidenza di Leopold Senghor. Negli ultimi anni Senghor diede le dimissioni dalla carica di presidente e fu sostituito da Abdou Diouf. Il nuovo presidente venne coinvolto in una prima grave crisi di governo nel 1984, quando fu stimato che circa 700.000 tonnellate di arachidi erano state introdotte illegalmente nei paesi confinanti dagli stessi coltivatori, insoddisfatti delle tariffe calmierate che ricevevano dal governo per la loro produzione. Nel 1989 un piccolo incidente verificatosi al confine tra Senegal e Mauritania provocò gravi disordini in entrambi i paesi, che causarono la morte di molte persone. Le due nazioni deportarono inoltre migliaia di persone originarie del paese nemico, chiusero le reciproche frontiere e ruppero le relazioni diplomatiche fino all’aprile 1992. Nei primi anni Novanta nella Casamance si verificarono violenti scontri tra l’esercito e i ribelli separatisti che, oltre alle sofferenze causate alla popolazione locale, danneggiarono seriamente l’industria turistica del Senegal, peggiorando ulteriormente la già disperata situazione finanziaria del paese. Nella Casamance e in altre zone del paese si verificarono altri episodi di violenza nei primi mesi del 1993, causati dalle elezioni in cui Diouf venne eletto presidente per la terza volta. Dopo estenuanti trattative fu infine proclamato un cessate il fuoco nel luglio di quello stesso anno e da allora la Casamance ritornò gradualmente alla pace, tanto che all’inizio del 1994 hanno cominciato a ritornarvi anche i turisti. Nel frattempo, in altre regioni del paese la pace sembrava ben lontana e il governo introdusse alcune misure di austerità che causarono lo sciopero generale di un’intera giornata ai primi di settembre e sporadiche esplosioni di violenza a Dakar e in altre città, nel corso dei mesi successivi. La svalutazione della moneta nazionale, il CFA, nel gennaio del 1994 causò anch’essa gravi dimostrazioni e a febbraio centinaia di persone marciarono sul palazzo presidenziale di Dakar uccidendo sei poliziotti di guardia. Il governo rispose inviando delle pattuglie speciali nelle strade della capitale e arrestando con l’accusa di cospirazione il popolare leader dell’opposizione, Aboulaye Wade. Nei mesi seguenti la situazione rimase tranquilla a Dakar, nonostante l’evidente tensione, e Wade fu rilasciato nel maggio 1994. Le elezioni presidenziali del marzo 2000 furono oggetto di un’aspra lotta politica fra Diouf e Wade. Dopo un secondo turno di votazioni carico di tensione, Wade risultò vittorioso ed è ora il nuovo presidente del Senegal. Gli osservatori internazionali dichiararono che si era trattato di elezioni libere e regolari, e fu bello vedere un leader africano ‘di lungo corso’ come Diouf rinunciare pacificamente al potere per assecondare la volontà del popolo. Il presidente Wade ha promesso un governo aperto e trasparente e si nutrono molte speranze sul fatto che egli affronti i problemi del Senegal con rinnovato vigore. In questo periodo si sono verificatie violenze in Casamance tra truppe governative e ribelli separatisti del Movement for Democratic Forces of Casamance, che hanno imposto una notevole presenza militare nella zona.

