Mali
| Capitale: | Bamako (919.000 ab.) |
| Moneta: | Franco CFA |
| Lingua: | Francese (ufficiale), Bambara, Senufo, dialetti et |
| Popolazione: | 11.009.000 |
| Religione: | Islamica 75%, Animista 15%, Cristiana 10% |
| Superficie: | 1.248.904 Km² |
| Densità: 9 ab/Km² Forma di governo: Repubblica presidenziale Altre città: Ségou 100.000 ab. Gruppi etnici: Bambara 23%, Fulbe 9%, Senufo 8%, Songhai 5%, Tuaregh 3% Paesi confinanti: Algeria a NORD, Mauritania e Senegal a OVEST, Guinea a SUD-OVEST, Costa d’Avorio e Burkina Faso a SUD, Niger ad ESTMonti principali: Hombori Tondo 1155 m Fiumi principali: Niger 1754 Km (tratto del Mali, totale 4184 Km) Laghi principali: Lac Faguibine 500 Km² Isole principali: - Clima: Tropicale - arido Documenti necessari: Passaporto Valido Visto: non richiestoVaccinazioni: Obbligatorie: Febbre Gialla Consigliate: Malaria, Epatite A e B, antitetanica, e antimeningite.Reportages: Sahel Dogon Popoli del Mali Foto reportages: ©Paolo Del Papa
Viaggio in Mali La capitale Bamako sorge sulla sponda settentrionale del Niger, il più animato è Il quartiere centrale, , tra l’Avenue van Vollenhoven, il Boulevard du Peuple e l’ Avenue du Fleuve, con mercati, negozi, ristoranti, alberghi. Oltre la grande animazione dei suoi quartieri e mercati tradizionali, tra i quali era molto pittoresco il Grand Marché distrutto in un incendio nel 1993, la capitale ospita il Musée National, tra i migliori musei etnografici dell’Africa occidentale, con esposizioni di tessuti, maschere, statue, ornamenti funerari, armi di grande interesse.Il fiume Niger entra in Mali dall’estremo sud e lo attraversa fino a Gao prima della grande ansa verso destra che lo fa scorrere indietro versol’ Atlantico. La navigazione è possibile in entrambe le direzioni e tra agosto a novembre è uno dei modi migliori per visitare le regioni interne del Mali, anche se le condizioni delle imbarcazioni sono molto modeste. I battelli partono da Koulikoro, distante circa 60 km a est di Bamako, percorrendo 925 chilometri verso nord-est fino a Gao; la durata variabile, generalmente i battelli partono il martedì da Koulikoro per arrivare a Gao il lunedì successivo, sostando in diverse cittadine e villaggi, il ritorno parte il giovedì a Gao e arriva a Koulikoro il mercoledì o giovedì successivo. Una delle prime tappe è la cittadina di San, che ha conservato un’ atmosfera caratteristica, poco dopo Mopti, che sorge sul delta interno, è una delle città più importanti sul fiume con un porto animatissimo e un vasto mercato di grande interesse.Gao è l’ultima meta della navigazione sul Niger che qui forma un’ ampia ansa tornando indietro versol’ Atlantico, la cittadina è in pieno Sahel, frequentata da Tuareg, Pehul e altre etnie del nord, con un’ animato mercato e la Tomba del sovrano Askia che regnò nel XVI secolo, divenuta moschea.Djenne è stata proclamata Patrimonio dell’ Umanità nel 1988, dista circa 400 km da Bamako e si raggiunge in autobus o in piroghe a motore sul Niger sul cui delta fu edificata la città.particolarmente affascinante durante la stagione delle piogge, quando si trasforma in un’isola circondata dall’acqua. Sembra essere la città più antica dell’Africa occidentale e conserva le sue caratteristiche originali anche nell’ architettura, con le case di fango, con i tetti di paglia, le imposte e le porte di legno dipinte e decorate in metallo.Nel IX secolo era già un importante centro commerciale e raggiunse l’ apogeo nel XII secolo, a cui risalgono molti edifici costruiti in bancò, composto di terra, paglia e burro di karité con cui è stata edificata anche la Grande Moschea.La Moschea di Djenné, è la più grande costruzione in fango del mondo, oltre che uno degli esempi più alti dell’ architettura neo sudanese, è possibile averne una splendida vista dal tetto del Petit Marché, dato che l’ ingresso è interdetto agli infedeli da quando un fotografo con le sue modelle violò la sacralità del luogo per realizzare uno dei tanti stupidi servizi di moda che poco o nulla hanno a che fare con località del genere.A pochi km da Djenne si trova il sito archeologico di Djenné Djeno o Jenné Jeno, risalente al 250 a.C., nel quale sono in corso scavi. Nell’ VIII secolo era una città fortificata che fiorì fino al XV secolo quando fu misteriosamente definitivamente abbandonata. Da Djenne ci si può recare anche a Senosa, un villaggio peul con due piccole moschee in bancò.Il modo migliore per raggiungere Timbuctu è la navigazionesul Niger , ma se il livello del fiume è troppo basso e non consente la navigazione, è consigliabile l’ autobus o un volo Bamako per percorrere molto più rapidamente i 690 km che separano la capitale dall’ antico centro carovaniero.Sorta al margine meridionali del Sahara, nel XV secolo Timbuctu era il più importante centro carovaniero della lunga rotta attraverso il deserto che collegava le sponde del Mediterraneo all’ Africa occidentale. Oro, avorio e schiavi venivano scambiati con sale e convogliati verso i mercati europei e mediorientali, durante l’ impero Mali era un grande centro commerciale sulla rotta sahariana, poi decadde con la perdita del monopolio carovaniero e la città fu lasciata al deserto, acquistando così fama di luogo remoto e inaccessibile, rimanendo meta delle carovane che trasportano il sale. Possiede tre tra le più antiche moschee del mondo, quella del venerdì Djingareiber costruita nel 1325 in bancò; altri edifici sacri sono la moschea Sidi Yaya e la moschea di Sankoré, la più celebre scuola coranica edificata sul modello della Kaba nel XVI secolo. Vi sono poi le abitazioni dei primi europei giunti a Timbuctu, come quella di Gordon Laing nell 1826, René Caillié nel 1828 ed Heinrich Barth nel 1853.Ségou è situata 220 km a nord-est di Bamako, lungo il Niger, collegata alla capitale da battelli fluviali, autobus e I taxi de brousse E’sorta vicino le rovine di Mbelba, che fu antica capitale del popolo Bambara,: conserva il fascino del suo passato di città coloniale, il lunedì si tiene un animatissimo mercato tradizionale che offre, tra le varie merci, i variopinti tessuti etnici.Da Sègou si può visitare Niono, edificata un interessante sistema di canali e acquedotti, dalla splendida moschea di fango in stile neosudanese. La civiltà dogon è estremamente complessa, la principale divinità Amma è creatore della Terra con la quale ha generato i Nommo e dei progenitori degli uomini. I progenitori avrebbero dato vita agli otto antenati serpente, tartaruga, scorpione, coccodrillo, rana, lucertola, coniglio e iena, dai quali sarebbero discesi i Dogon.In origine i Dogon collocavano le loro abitazioni in alto sulle rocce della falesia, dopo averle costruite in legno e fango ai piedi della scarpata. In seguito i Dogon si sono trasferiti nelle pianure alle falde della falesia, dove hanno edificato complessi abitativi formati da più unità raccolte attorno a un cortile e collegate da muri di pietra. Le case si distinguono dai granai perché hanno il tetto piatto invece che conico di paglia e possiedono porte e infissi di legno intagliato. Fulcro del villaggio è il togu-na, luogo d’incontro degli anziani.I Dogon sono agricoltori , nei campi sotto la falesia vengono coltivati cereali vari, miglio e olive, sulla roccia hanno creato piccoli appezzamenti di terreno, costruendo bassi muri circolari che riempiono con terra portata dalla pianura. La settimana dogon è formata da cinque giorni e ogni quinto giorno si tiene il mercato. I villaggi sono divisi in gruppi e per ogni gruppo il giorno di mercato è diverso. Il nome del giorno corrisponde al nome del villaggio in cui si tiene il mercato, per cui lo stesso giorno può avere nomi differenti a seconda del villaggio in cui ci si trovaSangha è la principale località dogon, chimata Ogol-du Haut e Ogol-du-Bas e raggruppa diversi villaggi sparsi sulla falesia che possiedono le “Casa della Parola” togu-na e le “Case degli Antenati” ginnas . A Sangha si trova anche la casa di Marcel Griaule, l’etnologo autore del Dio d’acqua nel 1948, da qui si raggiunge la Falesia di Bandiagara e il Paese Dogon.La Falesia era popolata dai Tellem, oggi estinti, che abitavano in grotte scavate nella scarpata ancora visibili e che i Dogon, giunti nel XIV secolo per sfuggire all’ avanzata islamica, hanno riutilizzato soprattutto come tombe.Dal villaggio di Djiguibambo si può raggiungere a piedi Kani-Kombolé o Kani-Bonzon, probabile nucleo originario dell’insediamento dogon, sulla strada per il Burkina Faso, si trova Bankass e il villaggio di Dourou, dal quale è possibile arrivare a Iawa e godere di un suggestivo panorama sul paese Dogon.Dal villaggio islamico di Songo si raggiunge Deguimbere, dove si trova la grotta in cui sarebbe misteriosamente scomparso El Hadj Omar nel 1864, importante meta di pellegrinaggio per i musulmani.Recentemente molti Dogon si sono stabiliti nella pianura e Bamba è l’ultimo abitato sulla falesia, quindi si prosegue per i villaggi della pianura, tra i quali Diankabou e Domblossogou possiedono interessanti togunas. |
