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Egitto

Il Paese
Situato nell’estremità nord-orientale del continente africano (942.247 kmq) e in una piccola porzione della vicina Asia costituita dalla penisola del Sinai (59.202 kmq) il territorio della Repubblica Araba d’Egitto confina a N con il Mar Mediterraneo, a E con Israele e Mar Rosso, a S con il Sudan (1100 km) e a O con la Libia (1160 km). Nel complesso, il territorio dell’Egitto può considerarsi articolato in regioni ben distinte: la Valle del Nilo che dal Sudan fino al Cairo copre ca.1200 km di lunghezza per una larghezza media che va dai 10 ai 15 km; il Delta, l’antico Basso Egitto, con una linea costiera orlata di lagune; la penisola del Sinai, montuosa ed arida, separata dal resto dell’Egitto dal Golfo e dal canale di Suez; il Deserto Orientale o Arabico, territorio montuoso ed arido compreso fra Nilo e Mar Rosso dove termina con una costa generalmente rettilinea e bassa, interrotta dai promontori di Ras Zeit e Ras Banas; il Deserto Occidentale o Libico che occupa tutta la zona ad ovest del Nilo, arido e sabbioso e che si affaccia al mare con una bassa fascia costiera.All’inizio del periodo storico (3200-2920 a.C.) l’Egitto era diviso in due regni, l’Alto Egitto comprendente la Valle del Nilo fino ad Assuan e il Basso Egitto comprendente i territori del Delta. Alto e Basso Egitto furono riuniti da Menes (o Narmer), fondatore della monarchia egizia, intorno al 2850 a.C.. Il periodo che va dalla II alla VI dinastia è denominato Antico Regno (2635-2140 a.C.): è l’epoca delle piramidi di Saqqara (Zoser, III dinastia) e di Giza (Cheope, Chefern e Mykerinos, IV dinastia). Dopo la VI dinastia, il Paese cadde in 200 anni di anarchia (Primo Periodo Intermedio; VII-X dinastia). Dall’XI alla XIII dinastia, con l’egemonia dei principi di Tebe, si sviluppò il periodo detto del Medio Regno (2100-1150 a.C.; XI-XII dinastia) caratterizzato da un clima fortemente imperialistico. La debolezza delle ultime dinastie favorì l’invasione dell’Egitto da parte di nomadi asiatici chiamati Hyksos (Secondo Periodo Intermedio; 1750-1550 a:C.; XIII-XVII dinastia). Con il Nuovo Regno (1550-1076 a.C.; XVIII-XX dinastia) l’Egitto raggiunse l’apogeo della sua potenza: le necropoli tebane, i templi di Luxor e Karnak, il tempio di Abu Simbel appartengono a quest’epoca. La fase di ascesa vide faraoni del calibro dei vari Thutmosi, di Amenofi II, di Hatshepsut, unica donna faraone; poi iniziò un progressivo indebolimento che culminò con Amenofi IV/Akhenaton seguace dell’unico dio Aton. Tutankamon (XVIII dinastia) restaurò il culto di Amon, l’antica religione finchè, con la XIX dinastia, si giunse allo splendido periodo dei Ramses. Dalla XXI alla XXX dinastia la decadenza fu sempre più evidente e culminò nella dominazione assira, persiana e greco romana. Dopo il periodo bizantino (395-640 d.C.), il periodo islamico vide le grandi dinastie degli Omayyadi, Abassidi, Tulunidi, Fatimidi e Ayyubidi (640-1250). Nuova grandezza e prosperità vennero all’Egitto dai sultani mamelucchi mentre gli ottomani imposero al Paese un loro governatore (pascià). Con Napoleone ci fu una “riscoperta” dell’Egitto da parte dell’Europa e nel 1914 l’Egitto diventò protettorato inglese. Solo nel 1953 avvenne il passaggio dalla monarchia alla Repubblica: prese il potere dapprima Nasser poi Sadat che riaprì gli scambi commerciali con l’Occidente. L’attuale Presidente è Hosni Mubarak.La Repubblica Araba d’Egitto è sorta in seguito alla rivoluzione che abbattè il regime corrotto di re Faruk (1953). Secondo la Costituzione del 1971, il capo di questa Repubblica presidenziale viene eletto dal popolo su proposta dell’Assemblea Nazionale e resta in carica per 6 anni; il Presidente nomina poi i membri del Governo e il primo ministro, propone le leggi e promulga i decreti, detiene il comando supremo delle Forze Armate. L’Assemblea Nazionale detiene il potere legislativo ed è composta da 372 membri eletti ogni 5 anni per suffragio universale. Amministrativamente il Paese è diviso in 25 governatorati.Travolto da un colpo di stato, re Faruk fu costretto all’esilio e il 18 giugno 1953 venne proclamata la Repubblica Araba d’Egitto. La lotta per il potere si risolse a favore del colonnello Nasser, fautore di un governo di tipo militar-rivoluzionario. Eletto Presidente egli diede il via al decollo industriale del Paese con la costruzione della diga di Assuan e, di lì a poco, annunciò la nazionalizzazione del Canale di Suez.
L’avvento di Sadat a seguito del fallimento della politica nasseriana segnò un rapido e profondo cambiamento di rotta: l’Egitto si aprì ai capitali stranieri e iniziò una politica di distensione con Israele dopo la Guerra del Kippur e gli accordi di Camp David. Ma la politica di Sadat non diede i frutti sperati e il contrasto sempre più violento terminò con l’assassinio del Presidente. Al suo successore Mubarak l’arduo compito di risanare una situazione economica e sociale difficile conciliando le esigenze del mondo arabo a una politica di pace indispensabile al Paese.L’enorme accrescimento della popolazione e la sua concentrazione su un territorio limitato e vincolato da determinati fattori naturali condiziona il recente sviluppo dell’economia egiziana mirante ad accrescere le superfici coltivabili e la produzione agricola, a sviluppare gli scambi commerciali e l’industria. In quest’ultimo ambito si è dato impulso alla siderurgia, alla produzione di cemento e fertilizzanti, all’industria tessile e a quella in grado di esportare i propri prodotti. In declino le tradizionali fabbricazioni artigianali mentre in progressivo sviluppo è l’industria turistica. La popolazione attiva è al 50% dedita all’agricoltura che appare dominata dalla produzione del cotone, assai ricercato sui mercati mondiali per le sue caratteristiche; seguono la canna da zucchero, i cereali (frumento, riso, orzo), gli ortaggi, i legumi, il lino e il sesamo. Il patrimonio zootecnico, a causa della scarsa disponibilità di pascoli e di foraggi, è assai modesto così come lo sono le risorse minerarie. Dal Sinai proviene la maggior parte della produzione petrolifera cui si affianca quella di gas naturale proveniente dai giacimenti del Delta e del Deserto Occidentale. Complessivamente il Paese è caratterizzato da un’economia mista dove al controllo statale di alcuni settori di vitale importanza si affianca il capitale privato che controlla piccole e medie imprese.Le caratteristiche etniche degli antichi egizi, essenzialmente camiti, non dovevano essere molto diverse da quelle attuali appartenenti comunque allo stesso ramo dei Libici e dei Berberi. Il tipo più puro di egiziano si ritiene sia rappresentato dai fellahin delle campagne. I beduini costituiscono la grande maggioranza degli oltre 200.000 abitanti della penisola del Sinai; Nubiani si trovano nel sud del Paese. I copti occupano posti importanti nel commercio, nella medicina, nelle arti e nell’amministrazione; gruppi di europei, siriani, armeni, turchi, indiani hanno bassa consistenza numerica ma sono importanti per la vita economica del Paese. La popolazione egiziana, in forte accrescimento causato da un’altissima natalità, oltre che in un gran numero di villaggi risulta concentrata per il 40% nelle grandi città come Il Cairo che ha ormai superato i 12 milioni di abitanti. Più della metà degli egiziani ha meno di 20 anni e più di un terzo è sotto i 12.

egit Nilo Aswan2

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