Camerun
Il Paese
Il Camerun confina con la Nigeria a nord e a ovest, con il Ciad e la Repubblica Centroafricana a est, con il Congo, il Gabon e la Guinea Equatoriale a sud, e con l’Oceano Atlantico a ovest. Dal punto di vista geografico, il Camerun è uno dei paesi più variegati dell’Africa e comprende tre zone ambientali principali: la savana a nord, le foreste tropicali a sud e a est, la regione degli altipiani a nord-ovest verso la Nigeria. I terreni vulcanici nei pressi di Bafoussam e Bamenda, a ovest, hanno permesso una densità di popolazione rurale molto maggiore rispetto ad altre zone del paese. Nelle regioni occidentali, dove vive quasi il 25% della popolazione, prevalgono le coltivazioni di caffè e di cacao. Nelle calde e secche regioni settentrionali si trovano invece il Lago Ciad, i principali parchi faunistici, falesie rocciose e l’ampio Fiume Bénoué. Nelle riserve vivono elefanti, leoni, taurotraghi orice, antilopi, scimpanzé, coccodrilli e numerose specie di uccelli. In alcune remote zone del sottosviluppato sud-est ci sono ancora alcune famiglie di gorilla delle pianure. Le differenze nelle precipitazioni tra una regione e l’altra sono sbalorditive: in alcune zone dell’estremo nord la pioggia è appena sufficiente per permettere le coltivazioni agricole, mentre nel sud-ovest, intorno al Monte Camerun, supera i 5000 mm annui. A nord, la stagione delle piogge va da giugno a settembre; a sud, le leggere piogge di marzo e aprile sono seguite da veri e propri diluvi tra maggio e novembre. L’umidità nel sud aumenta vertiginosamente nei mesi di luglio e agosto. I mesi più caldi sono marzo, aprile e maggio, quando la temperatura massima è in media è di 30 °C a Yaoundé. Douala è più fresca, ma è molto più piovosa. In questo stesso periodo, nel nord le temperature toccano i 40 °C già di mattina. Nel 1472, quando arrivarono i Portoghesi clo chimarono “camarões per la quantità di gamberi che vi trovaronoNei successivi 400 anni la storia del Camerun del sud, come quella di tutte le zone costiere dell’Africa occidentale, ruotò intorno alla tratta degli schiavi. Il Camerun del nord, al contrario, fu il teatro di battaglie tra diversi regni, soprattutto il Kanem-Bornu del Ciad. Quando i Prussiani arrivarono alla fine del XIX secolo, il Camerun ‘feudale’ del nord era sotto il controllo dei Fulani, la cui corte si trovava a Sokoto (Nigeria). Poiché la Gran Bretagna indugiò per decenni alla proposta di un capo douala di istituire un protettorato negli anni ‘50 del XIX secolo, alla fine subentrarono i Prussiani che nel 1884 siglarono un accordo con 5 giorni di anticipo sugli Inglesi. I Prussiani furono colonizzatori attivi, costruirono scuole, ferrovie, piantagioni, ma il loro regime fu rigido: in una piantagione il 20% dei lavoratori morì in un solo anno a causa del lavoro troppo pesante. Dopo la prima guerra mondiale il Camerun ricevette nuovi amministratori inviati dalla Società delle Nazioni, che concessero ai Francesi un mandato per il controllo dell’80% del territorio, mentre agli Inglesi restava la giurisdizione su due aree separate: una negli altipiani del sud-ovest Camerun del sud, l’altra nel nord Camerun del nord, ora appartenente alla Nigeria. Un’unica nazione fu dunque divisa in tre parti governate da due stati coloniali distinti - una situazione che allontanava ulteriormente la prospettiva dell’unificazione. Inoltre, gli Inglesi trascuravano i loro territori occupandosi maggiormente della loro capitale amministrativa in Nigeria. Nel volgere di pochi anni gli Inglesi vendettero i loro possedimenti camerunesi ai Tedeschi, che tuttavia non li conservarono molto a lungo - con lo scoppio della seconda guerra mondiale furono rimpatriati ed espropriati delle loro terre da parte degli Alleati. Al contrario, i Francesi migliorarono la rete ferroviaria, svilupparono le piantagioni di cacao e di olio di palma ed esportarono legname, quintuplicando il volume commerciale del paese tra le due guerre mondiali. Dopo la seconda guerra mondiale nel Camerun francese si costituirono nuovi partiti politici che richiedevano l’indipendenza. Un partito che aveva le proprie basi nel nord, l’Unione Camerunese, ottenne il controllo dell’Assemblea nazionale, facendo così aumentare il risentimento degli abitanti del sud. Dopo l’indipendenza, ottenuta nel 1960, questo rancore portò a una ribellione su vasta scala, che fu sedata solo con l’impiego di cinque battaglioni di truppe francesi e di uno squadrone di aerei da combattimento. Migliaia di civili furono spietatamente uccisi e venne dichiarato lo stato di emergenza, che durò vent’anni. L’Unione Camerunese mantenne il potere e il suo leader, Ahmadou Ahidjo, uomo del nord e fervente musulmano, divenne presidente. Nel 1961 i Camerunesi del nord votarono l’annessione alla Nigeria, mentre il sud optò per un assetto federativo con il Camerun francese, formando un’unica repubblica 11 anni più tardi. Nel 1975 Ahidjo fu rieletto presidente senza alcuna opposizione, mantenendo il proprio regime brutale e dispotico, incarcerando decine di migliaia di prigionieri politici e censurando la stampa. Il contributo positivo di Ahidjo fu quello di incentivare saggiamente l’agricoltura, la scolarizzazione, la sanità e le vie di comunicazione, resistendo alla tentazione di richiedere grossi prestiti e di avviare progetti faraonici. Come risultato, l’iscrizione scolastica raggiunse il 70% e le fattorie produssero cibo sufficiente ai bisogni del paese e resero possibile l’esportazione di diversi prodotti. Nel 1982, all’apice del potere e del successo, Ahidjo annunciò inaspettatamente le sue dimissioni. Il successore designato fu il premier Paul Biya, originario del sud e di religione cristiana, che da subito si impegnò a rimuovere i sostenitori di Ahidjo presenti nel nord, conosciuti come ‘baroni’. Nel 1984, i ‘baroni’, esasperati dalla situazione, organizzarono un golpe così inaspettato che rischiò di avere successo, ma Biya riassunse velocemente il controllo del paese e fu rieletto nel 1988 senza alcuna opposizione. Il Camerun finì sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo nel 1986, quando una nube tossica emessa da uno sperduto lago vulcanico nelle montagne occidentali asfissiò nel sonno quasi duemila persone. Secondo gli studiosi tale fenomeno potrebbe ripetersi in qualunque momento. Nel 1990, infuriati per l’inefficiente politica economica di Biya, i Camerunesi cominciarono ad accusare apertamente il governo di corruzione e formarono un nuovo partito, il Fronte Sociale Democratico. Il sanguinoso tentativo del governo per sbarazzarsi di questa nuova minaccia fallì e in meno di un anno nacquero 30 nuovi partiti e una decina di giornali indipendenti. Nel 1991, dopo il rifiuto di Biya di convocare una Assemblea costituente, gli scioperi portarono il paese quasi alla paralisi. Alla fine Biya cedette, indicendo le prime elezioni multipartitiche dopo oltre 30 anni. I vari partiti dell’opposizione ottennero il 52% dei voti e un nuovo primo ministro, Simon Achidi Achu, formò un governo di coalizione nel 1992. Nello stesso anno, Biya fu rieletto presidente di stretta misura, sconfiggendo un’opposizione frammentaria e impreparata. La vittoria di Biya fu seguita da accuse di brogli elettorali da parte degli osservatori della comunità internazionale e scatenò sommosse nel Camerun occidentale. Nel 1994 il governo svalutò il franco camerunese, favorendo le esportazioni ma facendo diminuire i salari del settore pubblico del 70%. Subito dopo l’Assemblea nazionale estese la durata del mandato presidenziale da cinque a sette anni. Biya è stato nuovamente rieletto nel 1997, questa volta senza opposizioni, ma meno di un terzo dei votanti si è recato alle urne. Tra le oltre 130 etnie, le principali sono Bamiléké e Bamoun nell’ovest, Fulani e Kirdi nel nord, Ewondo nella zona di Yaoundé. I Bamiléké sono il gruppo più numeroso negli altipiani occidentali e formano una delle comunità più grandi a Douala, dove controllano gran parte dell’economia del paese. La loro terra di origine è prevalentemente rurale, con un’ottantina di unità politiche governate da chefferies capi fieramente indipendenti. All’interno di ogni unità vi sono numerose società segrete responsabili della salvaguardia dei rituali tribali. Al contrario, i Bamoun sono guidati da un unico leader chiamato sultano. Mentre il sud ha contatti con l’Europa da oltre 500 anni, fino al XX secolo il nord faceva parte dei regni islamici semifeudali dei Fulani situati in Nigeria; ancora oggi le tradizioni e la resistenza alle influenze esterne rimangono molto forti e questo isolamento ha ridotto al minimo le forme di sviluppo di tipo occidentale. La maggioranza degli abitanti del nord, tuttavia, non è di origine fulana né musulmana ma Kirdi, termine che nella lingua dei Fulani significa ‘pagano’: i Kirdi sono infatti formati da tribù cacciate dai Fulani nelle inospitali e isolate aree rocciose nei pressi del confine nigeriano
