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La scoperta del Paradiso

08-02-2007

Gli antichi sostenevano che all’estremità dell’Asia si trovava il Paradiso Terrestre e quando Colombo arrivò nelle Antille ne ebbe conferma dai rilievi coperti di foresta tropicale fino a spiagge bianchissime sul mare di smeraldo, uccelli di tutti i colori sciamavano a centinaia tra gli alberi e animali ignoti che frusciavano rapidi nel sottobosco vellutato, piante dai frutti rigogliosi nell’aria profumata dalle essenze di una natura splendida e selvaggia.Con il suo secondo viaggio Colombo scoprì le Piccole Antille incrociando le Isole Vergini,  St.Croix, St.Kitts, Antigua, Guadalupa, Dominica e altre, nel terzo raggiunse le più merdionali Trinidad e Tobago e nell’ ultimo navigò ancora nell’arco che va da Martinica a Portorico, perfezionando quella rotta seguita …



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Oceania

04-02-2007

Dal mito alla storia
Nel 1291 i fratelli veneziani Vivaldi intuirono la necessità di trovare una nuova rotta che portasse alle Indie superando gli stati concorrenti. Tentarono la navigazione lungo le coste dell’Africa occidentale, ma le loro navi naufragarono. L’esito infelice della loro impresa scoraggiò per più di un secolo ogni ulteriore tentativo. I prodromi lontani delle esplorazioni alle regioni polari risalgono al ‘400, quando ripresero le grandi spedizioni commerciali europee. Le cause principali di questo nuovo sviluppo, risalenti ai secoli immediatamente precedenti, risiedono nella espansione dell’Islam, e quindi dell’impero turco, e nelle crociate. La potenza militare ottomana e la pressione sull’Europa modificarono l’equilibrio politico del Mediterraneo, disturbando il commercio con l’oriente, e le …



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Continente Australis

La ricerca del “Continente Australis”
Dopo le imprese di Magellano e di Drake che circumnavigarono il globo, le esplorazioni del Pacifico iniziarono con la scoperta della Tasmania nel 1642 dell’ olandese A. J. Tasman, che aveva iniziato a navigare nel 1632 per conto della Compagnia olandese delle Indie Orientali esplorando per un decennio il Mare delle Molucche.Nel 1642 la Compagnia aveva allestito una spedizione al comando di Tasman, per definire l’estensione e la posizione della Nuova Guinea, che si supponeva fosse una propaggine della vastissima leggendaria Terra Australe, di cui la cartografia tolemaica rinascimentale aveva riproposto l’esistenza. La spedizione era partita da Giava nell’agosto di quell’anno e, navigando nell’Oceano Indiano verso Sud e poi …



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Conquista del Pacifico

Gorge Vancouver
George Vancouver (1757-1798), aveva imparato l’arte del rilievo idrografico fin dal 1772 quando ancora adolescente, all’inizio della sua carriera nella Royal Navy, aveva accompagnato James Cook e William Bligh negli ultimi due viaggi di esplorazione nel Pacifico. Agli inizi degli anni Ottanta fu assegnato al servizio idrografico nelle Indie Occidentali e, nel 1791, effettuò il suo memorabile viaggio di circumnavigazione e di ricerca, lungo le coste americane nord-occidentali, del passaggio di Nord-Est.Nel 1791 si recò pertanto in America settentrionale a prendere possesso di Nootka, nell’odierna isola di Vancouver, concessa all’Inghilterra dagli Spagnoli, allo stesso tempo effettuando una ricognizione della costa, in cerca di un passaggio verso la Baia di Hudson. Lasciata pertanto …



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Antarktikòs

l nome Antarktikòs fu coniato dai filosofi greci nel VI secolo a.C. e, a partire da Erodoto, fu imposto all’emisfero australe. L’aggettivo Arktikòs ,dal greco arktos, che significa orso, veniva usato per indicare l’emisfero boreale della Terra, dominato dalla Stella Polare, appartenente appunto alla costellazione dell’Orsa Minore, individuata da Talete di Mileto. Per opposizione l’emisfero opposto era chiamato Antarktikòs: la terra opposta a quella che si trova sotto la stella dell’Orsa . Ai filosofi greci spetta il merito di avere diviso il cielo in cinque fasce o zone; una torrida presso l’equatore, due zone temperate poste rispettivamente sul tropico estivo ed invernale, e due zone polari, inabitabili per il freddo: quella artica …



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La conquista dei poli

La conquista polare
Nel 1820 un vasclello baleniere statunitense comandato da Nathaniel B. Pahller raggiunse l’isola Deception, nelle Shetland australi, e avvistò la Penisola Antartica, denominata terra di Palmer negli Stati Uniti. Nel viaggio del 1830 era accompagnato da Jeremy N. Reynolds, che ricopriva il ruolo non meglio specificato di scienziato, sostenitore della teoria secondo la quale la terra fosse cava e quindi abitabile all’interno. Per anni Reynolds tenne conferenze negli Stati Uniti convertendo alla sua idea anche l’amico Edgar Allan Poe, e presentando una ventina di interrogazioni al Congresso affinchè si finanziasse una spedizione per verificare la sua teoria.In oltre un secolo dopo i viaggi di Cook solamente quattro spedizioni nazionali antartiche …



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Gli Arabi

l mondo musulmano, nel corso dei primi secoli della sua storia, aveva dato un forte impulso agli studi e ai viaggi. Raggiunta la piena maturità già nel x secolo, era l’unico in grado di avere una visione se non proprio completa, certo la più vasta possibile di tutto il Vecchio Mondo. Da una parte aveva beneficiato dell’eredità classica e orientale, attingendo dall’Egitto, dalla Mesopotamia, dall’Iran come pure dalla Grecia. Avendo raccolto quel sapere che altrove andava perduto, esso era in grado di fare da intermediario tra l’antichità e i tempi moderni. Inoltre conosceva, anche se in maniera disuguale, le due regioni estreme dell’Eurasia, il che, ancora una volta, gli avrebbe permesso di fare …



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I Vikinghi

Alla fine del primo millennio, su navi strette, lunghe e sottili raggiunsero l’Irlanda, toccarono le coste settentrionali della Russia, attraversarono il Baltico e, navigando lungo il Dnjepr e il Don, si spinsero fino alle coste del Mar Nero e del Caspio. Infine raggiunsero il Mediterraneo, il litorale africano, siciliano e asiatico. I vichinghi furono certamente dei grandi navigatori. Favoriti da una fase climatica calda, e utilizzando rotte settentrionali, altrimenti rese estremamente difficili e pericolose dai ghiacci, raggiunsero l’Islanda e superarono il Circolo polare artico. Poi, alla fine del X secolo, un pugno di uomini guidati da Erik il Rosso toccò una terra sconosciuta, incisa da fiordi profondi. All’interno era coperta da ghiacco ma …



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Gli europei

Nell’ XI secolo, l’ impero Arabo cominciò a cedere sotto la pressione delle popolazioni turche provenienti dall’Asia che si erano insediate in Anatolia. I viaggi dei mercanti che trafficavano con l’oriente si fecero via via sempre più difficili. I sovrani europei reagirono alla nuova situazione che si era creata nel Medio Oriente con una serie di spedizioni armate contro gli  infedeli : le crociate. Furono soprattutto le navi delle repubbliche marinare italiane Venezia,Genova,Pisa e Amalfi a condurre i crociati in terra santa. E furono soprattutto naviganti italiani a perfezionare le rotte marittime e a disegnare le prime carte nautiche. Sulla scia delle spedizioni militari, i mercanti riprendevano i contatti con l’oriente vicino e lontano …



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Viaggi e pellegrini

Terrasanta
I pellegrinaggi in Terrasanta iniziarono subito dopo che l’ imperatore Costantino fece edificare la Chiesa del Santo Sepolcro e il primo pellegrinaggio “eccellente” fu quello di sua madre Elena nel 326.Tra cronaca e leggenda si dice che lei rinvenne un sepolcro scavato sotto il tempio di Venere Astante, identificato come quello di Giuseppe di Arimatea, una grotta nel Monte degli Ulivi dove Gesù avrebbe insegnato il Padre Nostro al discepoli e la grotta della Natività a Betlemme. Ad Elena si devono la costruzione della basilica di Betlemme e di quella sul Monte degli Ulivi. La suocera di Costantino Eutropia, la moglie di Teodosio II Eudossia, ed Egeria, monaca iberica del IV secolo, …



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