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Nativi americani
Il complesso etnico e culturale definito America indigena comprende le popolazioni che vivevano in America prima della “scoperta” e colonizzazione degli europei, il termine Indiani o Indios, risale a quel periodo per i noti motivi dell’ individuazione come Indie occidentali delle nuove terre raggiunte da Cristoforo Colombo.
Le origini di quelle popolazioni sono controverse dato che le ricostruzioni genetiche e linguistiche sono poco compatibili tra di loro, mentre le investigazioni sulle diverse culture complicatissime. dalle ricerche di Cavalli Sforza e collaboratori, si suppone che i primi umani siano arrivati nel continente intorno a 40 mila anni fa dall’Asia attraverso lo stretto di Bering, via mare. Le precedenti ricerche con il cosiddetto metodo Clovis, individuavano tre ondate migratorie avvenute circa 12 mila anni fa, dall’Asia attraverso le terre emerse dello stretto di Bering, la Beringia, ipotesi contestata per il ritrovamento di scheletri con il cranio dai tratti caucasoidi e a molte altre ricerche archeologiche, linguistiche e di biologia molecolare. Una prova è stata pubblicata sulla rivista Nature nel 2003: grazie al ritrovamento di 33 crani nella bassa California, si è potuto ipotizzare che vi erano paleoamericani apparentati con le popolazioni dell’Asia meridionale e non con le popolazioni della Siberia. Un’altra prova è emersa nel luglio 2005, quando è stato reso noto il ritrovamento di un’impronta fossile in Messico risalente a circa 40 mila anni fa. Alcune tesi sostengono la migrazione dall’Oceania probabilmente attraverso l’ Antartide in un periodo di glaciazione; altre migrazioni dall’ Oceania per mare e infine dall’ Europa attraversando l’Oceano Atlantico settentrionale. La regione artica sulle coste dell’Alaska e Canada settentrionale è, per motivi climatici, un territorio scarsamente popolato, in cui l’agricoltura è praticamente impossibile: qui le popolazioni vivevano cacciando foche, caribù e, in alcune zone, balene.
Durante l’estate abitavano in tende e in inverno in capanne costruite con blocchi di ghiaccio o blocchi di terra ricoperti di pelli. Anche ai nostri giorni i gruppi presenti hanno scarsi rapporti con altre popolazioni e sono molto legati alle loro tradizioni. In Alaska vivono gli Inuit e gli Yupik definiti Eschimesi, una parte dei quali emigrò intorno al 1000 d.C. in Groenlandia; la zona a Sud Ovest è abitata dagli Yuit, presenti anche in Siberia, mentre gli Aleutini vivono nelle isole omonime. A causa dell’inclemenza del clima e quindi dell’impossibilità di praticare l’agricoltura, le popolazioni dell’area subartica canadese dalla tundra quasi fino al confine con gli Stati Uniti erano nomadi e vivevano in tende o in case interrate, dedicandosi alla pesca o alla caccia di alci e caribù. A Est vivevano popolazioni di lingua algonchina, tra cui i Cree e gli Ojibwayo Chippeway; a Ovest, gruppi di lingua athabaska quali Ingalik, Dogrib, Han, Hare, Koyukon, Kutchin, Mountain, Slave, Tanaina, Yellowknife e altri. Queste popolazioni venivano generalmente guidate dai capifamiglia ed i conflitti tra le varie tribù erano molto rari. Per quanto riguarda la religione erano molto diffuse le credenze negli spiriti guardiani e nello sciamanesimo. Lacosta americana nordoccidentale del Pacifico ha fornito un ambiente ideale grazie ai fiumi Colombia e Fraser ricchi di salmone e l’ entroterra di selvaggina favorì la crescita della popolazione che produsse una cultura elaborata, organizzata in grandi case di legno e caratterizzata da ricche cerimonie e da un raffinato artigianato in legno. I villaggi solitamente erano composti da cento o più abitanti imparentati fra loro secondo una modalità gerarchica: i vari membri venivano ordinati in base al grado di parentela col capo. Solo i prigionieri di guerra e gli schiavi erano esclusi da questa classificazione.
Di fondamentale importanza era considerata la ricchezza individuale o di gruppo, che veniva ridistribuita durante il potlatch, una cerimonia nella quale il capo e il suo gruppo regalavano i loro beni. Tutto ciò avveniva per consolidare o accrescere il proprio status, per ricevere l’invito ad altri potlatch e per equilibrare la distribuzione dei beni tra i vari gruppi. La religione erano basate principalmente sul culto degli antenati mitici: le loro rappresentazioni stilizzate erano ovunque: sui pali totemici, sulle facciate delle case, le prore delle barche, le maschere e le coperte. I gruppi più importanti di quest’area sono i Tlingit, Tsimshian, Haida, Kwakiutl, Nootka e iChinook . La maggior parte delle lingue parlate appartenevano alle famiglie atabasca, penutiana o mosana. Nell’altopiano compreso tra l’Idaho, l’Oregon orientale, lo stato di Washington, il Montana occidentale e il Canada vivevano numerosi piccoli gruppi molto pacifici tra cui i Nez Percé Nasi Bucati, i Wallawalla, i Flathead e i Cayuse e i gruppi Yakima della famiglia linguistica sahapti.Abitavano dei territori ampi lungo i fiumi Yakima e Columbia nella zona orientale dello stato di Washington con i gruppi walla walla e umatilla che popolavano il basso corso del fiume Yakima e Columbia,vicino la confluenza con il fiume Snake.Gli Yakima si attribuiscono il nome di waptailmim “gente dei canali” da quello del loro villaggio primario,che era situato lungo i canali del Yakima. Nel 1855 stipularono con altri gruppi un trattato con il governo,al quale cedettero la maggior parte dei proprio territori accettando di ritirarsi nella riserva..Sopravvivevano grazie alla caccia, alla raccolta di frutti e alla pesca al salmone. La loro cultura era simile a quella dei loro vicini della costa nord-orientale, del Gran Bacino e della California. Le lingue appartenevano per lo più alle famiglie penutiana e mosana.L’area del Gran Bacino comprende le catene montuose e l vallate di Utah, Nevada e California, è stata abitata da popolazioni il cui stile di vita arcaico rimase quasi invariato fino al 1850; le più conosciute sono i Paiute, Ute,Shoshoni, Klamat, Modoc e Yurok. Erano piccole bande di raccoglitori, composte a volte da un’unica famiglia, distribuite su un territorio inospitale con una densità abitativa estremamente bassa. In estate si nutrivano di semi, radici, frutti di cactus, insetti, rettili e piccoli roditori, insieme a occasionali antilopi e cervi.In inverno si dovevano affidare alle provviste estive perché la disponibilità di cibo era scarsissima mentre nei periodi migliori i vari gruppi si riunivano in bande più numerose, composte quasi esclusivamente da individui imparentati bilateralmente. Il riconoscimento della leadership avveniva in maniera informale e raramente sorgevano conflitti fra tribù, causati di solito da accuse di stregoneria o da rivalità sessuali.
La religione formale era poco praticata; veniva soprattutto ricercata l’alleanza con gli spiriti, conosciuti attraverso sogni e visioni, che era ritenuta capace di conferire poteri connessi con la medicina, la caccia e il gioco d’azzardo. L’area culturale californiana comprende approssimativamente la superficie dello Stato attuale, con l’esclusione della zona sud orientale lungo il fiume Colorado. La popolazione nativa, che secondo le stime contava più di 200.000 abitanti, parlava più di 200 linguaggi distinti. Tra i gruppi più importanti vi erano i Pomo, Modoc, Yana, Chumash, Costano, Maidu, Miwok, Patwin, Salinan, Wintun, Yokut, Yuki e i cosiddetti “indiani delle missioni” Cahuilla, Diegueño, Gabrileño,Luiseño e Serrano.Erano principalmente raccoglitori di vegetali commestibili, pesci e frutti di mare sulla costa, mentre nell’interno si cacciavano cervi, orsi e piccoli mammiferi vari. Il villaggio, composto anche da più di 100 persone, col suo particolare dialetto, era spesso la più ampia unità politica esistente. Diffusa era l’usanza delle metà esogame, che consentiva l’endogamia, pratica secondo la quale i matrimoni avvenivano solo all’interno del villaggio però diviso a sua volta in due metà, per cui i membri di un gruppo dovevano combinare il loro matrimonio con un membro dell’altro gruppo. I capi, a volte ereditari, organizzavano la vita sociale e cerimoniale, ma avevano scarso potere politico. I conflitti organizzati fra villaggi erano rari. Frequenti erano i riti di cura, le cerimonie della pubertà maschile e l’uso rituale delle droghe.
Scritto da TravelGeo
06-02-2007
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