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La Penisola Araba, affacciata a sud-ovest sul Mar Rosso, e il Golfo di Aqaba, a sud-est sul Mar Arabico, a nord-est i golfi di Oman e Persico, l’ Arabia Saudita , che ne occupa la maggiorparte del territorio, ne è il maggior produttore di petrolio ed ospita le città sante dell’ Islam di Mecca e Medina.
Il Paese si estende su una superficie di due milioni e duecentomila chilometri quadrati per la maggiroparte desertica , confina a nord con il Bahrain e il Qatar, a sud-est con l’Oman, lo Yemen, e gli Emirati Arabi, a nord con l’ Iraq e il Kuwait, a ovest con la Giordania. L’Arabia Saudita occidentale è dominata da una catena montuosa che la percorre per l’intera lunghezza, divenendo i più alta e più ampia a sud e oltre la metà del paese è occupata dal Rub’ al-Khali,”Quarto Vuoto”, il più grande deserto sabbioso del mondo. Il secondo deserto per grandezza, il Nefud,si estende verso il nord-ovest, mentre il centro e il nord sono composti prevalentemente da pianure pietrose, la zona orientale è bassa con varie pianure salate sabkhas e grandi oasi come quella di Al-Hasa. Il territorio fu popolato tra il IV e il V millennio a.C. da tribù che provenienti dalla Mesopotamia, il termine Arabi, fu utilizzato fin dal IX sec.a.C., in origine doveva indicare genericamente i nomadi e solo in epoca più tarda fu usato per definire la popolazione della penisola, le cui notizie scritte più antiche che si ricordino, relativamente alle popolazioni arabe, si ritrovano nella Bibbia, nel libro della Genesi.
Dopo il primo popolamento, la storia antica dell’ Arabia preislamica, fu caratterizzata a sud dai regni sud arabici che fiorirono quali produttori del prezioso incenso e più tardi a nord con i Nabatei, che dal I sec a.C., estesero il loro dominio tra la Giordania e la Siria. Secondo la versione musulmana della storia preislamica, i popoli arabi erano divisi, spesso in conflitto tra loro e dediti al paganesimo, che ne impediva l’ unità e civiltà. Comunque l’Arabia si identifica con l’ Islam, fin dal 570, quando a Mecca, nacque il suo Profeta Maometto, che, dal 620 cominciò ad avere le rivelazioni divine, poi raccolte nel Corano,e a predicarne gli insegnamenti che saranno i Cinque pilastri dell’Islam. Ostacolato e minacciato dal potere locale, si rifugiò a Medina e la sua fuga Egira, segnò l’inizio dell’era islamica. In seguito conquistò La Mecca e morì nel 630. Per l’ Islam la storia del Profeta , è fondamento dei Pilastri che sostengono la religione e l’ intera società, in quanto Egli ne ha ricevuta la rivelazione direttamente da Dio.
Alla morte di Maometto i suoi successori fondarono il califfato che furono protagonisti della conquista di immensi territori a oriente ed a Ovest, la grande espansione islamica che diffuse religione e cultura, creando uno dei più vasti imperi della storia, portatore di uno straordinario impulso culturale.La storia moderna dell’ Arabia Saudita iniziò nel XVIII secolo con la famiglia Al-Saud che regnava sull’ oasi di Dir’aiyah, nei pressi dell’ attuale Riyadh e abbracciò il movimento religioso di Mohammed bin Abdul Wahhab che auspicava il ritorno alle origini più integraliste dell’ Islam.All’ inizio del XIX secolo il wahhabismo si era diffuso nel terriotorio dell’ attuale Arabia Saudita e parte dell’ attuale Iraq meridionale, suscitando la reazione dell’ Impero Turco che ne dominava i territori e che nel 1812 li riconquistò, facendo rifugiare i Al-Saud in Kuwait. Nel secolo successivo Ibn Saud ricompose il wahhabismo e riprese Riyadh prima e Jeddah poi nel 1925.
L’arida e povera Arabia ripresa dai Sud pochi anni dopo si rivelò uno dei territori più ricchi del mondo con la scoperta dei grandi giacimenti petroliferi nel 1938, nell’ immediato dopoguerra le royalty dei Saud sullo sfruttamento dei giacimenti erano già di un milione di dollari alla settimana, e nel 1960, l’80% di tutte le entrate del regno saudita proveniva dal petrolio. La storia contemporanea dell’ Arabia Saudita è condizionata dal petrolio, con l’ embargo petrolifero del 1973-74, il prezzo fu quadruplicato portando immense ricchezze all’ Arabia Saudita che investì in grandi opere pubbliche per ammodernare il paese, tuttavia ideologicamente sempre regolato dall’ integralismo wahabita e l’ autoritarismo assoluto del regno.La cultura dell’Arabia Saudita è basata interamente sull’ Islam e in gran parte sull’ integralismo wahabita fondato sulle dottrine della setta del teologo del Neged Muhammad ibn Abd al-Wahhab che nel XVIII secolo diffuse il ripudio di qualsiasi forma rituale non attestata dal Corano e dalla viata del Profeta, particolarmente ogni usanza occidentale, alla quale opporre un’ assoluto rigore nei diritti, costumi, vita quotidiana.Il Corano è la costituzione dell’Arabia Saudita, e l’ applicazione più rigida della legge islamica Shari’a è il fondamento del suo sistema giuridico, che prevede pesanti sanzioni e punizioni fisiche per coloro che ne violano le regole.
Dal taglio della mano ai ladri alla fustigazione per altri reati, dalla decapitazione pubblica per quelli più gravi all’ odiosa pratica della lapidazione per adulterio.La rigidità delle osservanze wahabite si manifestano nella condizione femminile, nella quotidianità e negli abiti che rappresentano simbolicamente i legami, il passato e soprattutto la necessità di nascondere sempre il corpo per seguire il comandamento islamico. Quelli maschili sono costituiti da una lunga tunica in lana o in cotone “thawb”, con un “ghutra”, quadrato di cotone tenuto da una corda sul capo, quelli femminili tradizionali sono decorati con motivi tribali, monete e applicazioni varie, ma da mostrare solo ai familiari in casa, altrimenti interamente coperte da un lungo mantello nero e il velo “abaya”. Tra le poche occasioni di cerimonie tradizionali pubbliche è la danza “Ardha” della spada, di antiche origini è beduine, al ritmo di tamburi un poeta canta versi che accompagnano i danzatori armati di scimitarre. L’ altra musica popolare “Al-sihba” dell’ Hijaz, è di origini araba andalusa araba, mentre a Mecca, Medina e Jeddah le danze e le canzoni incorporano il suono dell’ “al-mizmar”, strumento a fiato in legno che assomiglia a un oboe.
Tutte manifestazioni dalle quali le donne sono rigorosamente escluse, come per gran parte delle attività.La politica saudita rese i rapporti con i vicini arabi e musulmani spesso tesi, particolarmente con l’ Iran, dopo il massacro di quattrocento iraniani durante il pellegrinaggio hajj nel 1987. Le tensioni con i vicini aumentarono con la prima Guerra del Golfo nel 1990, quando i Sauditi si schierarono con gli Stati Uniti e chiesero contingenti di truppe usa nel proprio territorio. Poi nel 1993 il sovrano creò una parvenza di minor assolutismo nominando un consiglio consultivo per l’ emanazione di nuove leggi, rimanendo sempre comunque un paese assolutamente privo di democrazia, ma da buon alleato dell’ impero usa, potrà continuare ad esserlo a piacimento, in tale ottica si spiega la mancanza di informazioni sui media, di solito attenti alla situazione di altri paesi autoritari che non sono tanto allineati agli interessi statunitensi.Le immense ricchezze derivanti dal petrolio non sono più quelle di un tempo, la popolazione aumenta, ma i sauditi sono abituati da decenni ad adoperare manodopera straniera per ogni lavoro che non sia il commercio o occupazioni governative, le formalità e le restrizioni integraliste sono intollerabili agli stranieri che intendono visitare il paese, anche se comincia ad essere aperto ad un certo turismo.
Scritto da TravelGeo
19-10-2006
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