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Spagna via di Santiago

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Le vie dei pellegrinaggi europei erano diverse, la Via Romea si collegava alla celebre Via Francigena per Roma da dove partiva quella per la Terrasanta sulla via Appia fino alla Puglia e dai porti di Brindisi ed Otranto si proseguiva sulla rotta della Palestina. Le vie per Santiago attraversavano la Francia fino a Roncesvalles, proseguendo per Puente la Reina e quindi Santiago de Compostela.L’origine di questo pellegrinaggio risale all’ apostolo Giacomo evangelizzatore della penisola iberica che, tornato in Palestina fu fatto decapitare dal re Erode Agrippa, i suoi discepoli Attanasio e Teodoro riuscirono a riprendere il corpo per riportarlo nella terra che aveva accolto la sua predicazione. La rotta presa per riportare il corpo del martire in Spagna oltrepassava lo stretto di Gibilterra nell’ Atlantico lungo le coste iberiche fino a Finisterre in Galizia, dove i discepoli inumarono l’apostolo Giacomo.La leggenda vuole che otto secoli dopo l’ eremita Pelagio vide stelle cadenti e gli apparve il martire che rivelò il suo sepolcro, egli effettivamente lo trovò nell’anno di grazia 813 e il vescovo Teodomiro ne confermò l’ identità. In breve la notizia si diffuse in tutta Europa e venne edificata una chiesa sul luogo dove erano piovute stelle, il “campus stellae” sul quale sorse la città si Santiago de Capostela. All’ epoca del ritrovamento e della nascita della cittadina , le regioni centrale e meridionale della penisola iberica erano sotto il dominio arabo e “Santiago” divenne il protettore della “riconquista” alla cristianità. Egli divenne il santo guerriero uccisore di mori “ Matamoros” e invocato come tale nei secoli di scontri fino alla completa liberazione nel 1492 da parte dei cattolicissimi sovrani di Spagna Ferdinando e Isabella. I pellegrinaggi al sepolcro di San Giacomo erano iniziati fin dal rinvenimento e per tutto il medioevo sorsero vie, centri, locande, poste e quanto necessario ad un grande flusso sul Camino di Santiago, definito la “Via lattea” , che prevedeva anche tutta una serie di riti, procedure e regole. Alla partenza veniva compiuto il rito della vestizione con la consegna della bisaccia. Il pellegrino alla partenza di spogliava degli averi e spesso doveva vendere o ipotecare i beni per potersi finanziare il viaggio. Faceva testamento e dava disposizioni per il governo del patrimonio in sua assenza. Spesso la Chiesa interveniva attivamente in questa funzione di tutela. Questo stato particolare conferiva al pellegrino un particolare prestigio. La scelta di fare un pellegrinaggio era spesso una libera decisione personale, per espiare colpe, per redimere l’anima. Tuttavia in molti casi era imposto come pena dal giudice o come penitenza dal confessore per colpe o peccati di particolare gravità.I pellegrini viaggiavano solitamente in gruppo, per sostentarsi e proteggersi reciprocamente: i pericoli erano rappresentati dallo stato spesso precario delle strade, dalle catastrofi naturali e soprattutto dai banditi che infestavano le strade.La storia del pellegrinaggio ha protagonisti illustri, a cominciare da Carlo Magno, che sostenne aver ricevuto l’ apparizione di San Giacomo che gli indicò la via, per tutto il medioevo Santiago de Compostela fu simbolo della cristianità e baluardo contro i “Mori”.Partire da qualsiasi terra dell’Europa per avventurarsi verso la lontana Galizia era una necessita’ se si voleva consolidare il dominio dei regni cristiani e garantire il passaggio verso Compostela: migliaia di pellegrini provenienti dalla Francia, dalla Germania, dalla Russia, dall’Italia, percorrendo il Cammino, contribuirono cosi’ a tener viva la tradizione cristiana nelle regioni settentrionali della Spagna e a decretare la fortuna di Santiago. Per ricostruire tappa per tappa il cammino che i pellegrini percorrevano alla volta di Santiago di Compostela, una fonte preziosissima e’ un testo scritto nella prima meta’ del XII secolo probabilmente da un chierico francese, Almerico Picaud, con l’appoggio dell’ordine di Cluny. Si tratta della cosiddetta Guida del Pellegrino . L’autore medioevale descrive in essa gli itinerari che, attraversando la Francia ed il nord della Spagna, convergono nella Cattedrale di Santiago fornendo tutte le informazioni necessarie per affrontare il viaggio e per visitare, sul percorso, i principali Santuari. La sua lettura ci permette di determinare l’esatto itinerario del cammino medioevale ancora oggi in gran parte ripercorribile. Ci sono quattro strade che portano a San Giacomo e si riuniscono in una sola a Puente la Reina, in territorio spagnolo; una passa per Saint Gilles du Gard, Montpellier, Toulouse e il Passo di Somport; una passa per Notre Dame de Puy, Conques, Moissac; un’altra per S. Marie Madeleine di Vezelay, Limonge, Perigeux; un’altra ancora per San Martin di Tours, Poitiers, Angely, Saintes, Bordeaux . Le quattro strade che Picaud indica come direttrici principali, superati i Pirenei a Roncisvalle o al Passo di Somport convergono vicino a Pamplona, a Puente la Reina. Lì comincia il vero e proprio Cammino spagnolo percorso ancora oggi a piedi in circa ottocento chilometri da migliaia di pellegrini animati dalle più diverse motivazioni: la fede religiosa, gli interessi culturali, la curiosità. Sul Cammino, oggi come nel Medioevo, ci si incontra, si cammina insieme, si stringono legami, si vive un’esperienza per molti versi unica : la meta è la cattedrale di Santiago dove sono custoditi i resti dell’Apostolo ma , prima di raggiungerla, acquista particolare significato la visita dei Corpi Santi che la Guida medioevale descrive minutamente. Visitanda sunt raccomanda l’autore parlando delle preziose reliquie che riposano sulla strada di San Giacomo e che ogni pellegrino deve visitare. Il Cammino oggi è costantemente segnalato con cartelli indicatori che accompagnano il viaggiatore dai Pirenei sino alla Galizia.Percorrendolo senza avere fretta, ci si accorge rapidamente che il percorso non è indicato solo dalla moderna segnaletica giallo-blu contraddistinta dalla conchiglia ma da innumerevoli segni molto più antichi. Chiese romaniche con mirabili portali in cui si affollano figure di personaggi dell’Antico e del Nuovo Testamento, animali dalle forme più strane e simboli ricorrenti come la scacchiera e la conchiglia, ospizi e monasteri, eremi ed abbazie, immagini di Santiago e statue della Madonna, protettrice del Cammino, di preziosa fattura e profonda espessivita’, guidano costantemente il viaggiatore.Attraverso i Pirenei, la Navarra, la Castiglia e Leon e la Galizia, il Cammino si snoda in mezzo a paesaggi che mutano completamente: le montagne lasciano il posto a sconfinate distese piatte ed uniformi, al giallo arido e quasi accecante dei campi di cereali si sostituisce gradatamente il verde più riposante ed ondulato del foraggio e dei boschi cedui. Da Santiago si giunge rapidamente Capo Finisterre, il punto più occidentale d’Europa proteso nell’Atlantico, dove sorge la chiesa romanica di Santa Maria.
Nel XVIII secolo iniziò un progressivo declino, fino alla ripresa negli anni ‘80 del novecento e il flusso dei pellegrini è aumentato sempre più inducendo il Consiglio d’Europa a dichiarare la via di Santiago itinerario culturale europeo, con finanziamenti per le segnalazioni, viabilità, ristrutturazioni ed edificazione di nuovi alloggi.

Scritto da TravelGeo

20-09-2006


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