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Le rotte dei Caraibi

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Gli antichi sostenevano che all’estremità dell’Asia si trovava il paradiso e quando Colombo arrivò nelle Antille ne ebbe conferma dai rilievi coperti di foresta tropicale fino a spiagge bianchissime sul mare di smeraldo.Antigua ReefUccelli di tutti i colori sciamavano a centinaia tra gli alberi e animali ignoti che fruscivano rapidi nel sottobosco vellutato, piante dai frutti rigogliosi nell’aria profumata dalle essenze di una natura splendida e selvaggia.caraibi isol tramCon il suo secondo viaggio Colombo scoprì le Piccole Antille incrociando le Isole Vergini, St.Croix, St.Kitts, Antigua, Guadalupa, Dominica e altre, nel terzo raggiunse le più merdionali Trinidad e Tobago e nell’ ultimo navigò ancora nell’arco che va da Martinica a Portorico, perfezionando quella rotta seguita da tutti gli altri navigatori dopo di lui e che collegava la prima colonia di Hispaniola al continente.Caraibi pop cost1La rotta seguiva il ventaglio di isole scoperte da Colombo e dagli altri primi esploratori che offrivano rifornimenti e approdi sicuri, tutte ribattezzate dagli inglesi Leeward Islands o Isole Sottovento e Windward islands o Isole del Vento, vette di montagne sommerse formate da antichi vulcani che si congiungono al continente nelle profondità marine e che emergono, una dopo l’altra, dai riflessi corallini del mar dei caraibi come lembi di paradiso.Dominica jungl cost1Antigua Pyrates coveDai tempi di Colombo e i primi navigatori che incrociarono le rotte caraibiche, invasioni,conquiste e migrazioni si sono succedute per quattro secoli, formando quella fucina di razze, culture, suoni e colori che, assieme ad una natura magnifica e incontaminata,ha cominciato ad attirare viaggiatori e turisti qualche decennio fa e in breve nacque il mito dei Caraibi.Le isole che si stendono come un grande arco nel mar dei Caraibi furono chiamate Antille, dalle misteriose terre di “Antilia” degli antichi geografi: le “grandi” Cuba, Hispaniola, Portorico e Giamaica e le “piccole”, una multitudine di isolette coperte di vegetazione e difese dai flutti dell’Atlantico dalle barriere coralline.Con il traffico degli schiavi neri sono diventate piccole scaglie d’ Africa, negri e strane usanze dai riti antichi e origini perse nelle stive dei vascelli negrieri e nel sudore secolare delle piantagioni. St.Lucia. Les Pitons mountainA lungo coloni, avventurieri e pirati dominarono le Antille dopo la strage degli indigeni: fiorirono piantagioni e traffici, città e porti incrociati dai vascelli europei, poi le catene furono spezzate e gli schiavi divennero braccianti ai quali si aggiunsero immigrati meticci, europei, indiani e cinesi in una babele di razze, tradizioni, lingue e religioni unite nelle colonie spagnole, inglesi,f rancesi e olandesi.In brevi balzi d’aereo si passa dalla spagnola e meticcia Cuba alla britannica negritudine di Giamaica, dai bastioni castigliani di Portorico alla prima colonia di Colombo a Santo Domingo che si divide l’ antica Hispaniola con la francofona Haiti creola.Dominica jungl cost pop1Poi è un susseguirsi di isolette, ognuna uno staterello dove i discendenti degli schiavi neri hanno assunto vizi e virtù dei vecchi padroni bianchi: olandesi a Curacao e St.Marteen, francesi a Guadalupa e Martinica, britannici a St.Lucia, Barbados, Antigua, Grenada, ormai confusi tra indiani e cinesi a Trinidad e Tobago.

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© Paolo Del Papa


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Scritto da Paolo del Papa

29-08-2006


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