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In una di quelle bibliche migrazioni dell’antichità, nel II millennio a.C. alcuni popoli provenienti dall’altipiano iranico dilagarono nel mondo, a ovest raggiunsero l’ Europa e ne sottomisero le popolazioni originando i nostri antenati idoeuropei.
A est invasero l’ Asia centrale e giunsero nela Valle dell’ Indo dove da tempo si era sviluppata la fiorente civiltà omonima che fu travolta dai nuovi arrivati Arya, tribù di agricoltori e allevatori guerrieri che avevano scoperto la metallurgia del ferro che le rendeva invincibili militarmente.
Dopo aver sottomesso il popolo dell’Indo, gli Arya invasero il resto del subcontinente indiano settentrionale dominando altre popolazioni alle quali poi si mescolarono producendo una grande “sintesi”etnica e culturale che originò la civiltà hindu,alcuni gruppi locali si ritirarono nelle regioni centrali e meridionali sviluppando il complesso culturale preesistente all’invasione ariana nella civiltà Dravidica che accolse l’ induismo e l’ India divenne un’ unica civiltà.Altre popolazioni si sottrassero alle pressioni degli ariani rifugiandosi nelle foreste nord orientali, dove si isolarono completamente conservando le antiche tradizioni e cultura, mentre nel resto dell’India si diffondeva la civiltà hindu dalla quale non furono influenzate per duemila anni, fino a quando anche tra di esse la Trimurti e le altre migliaia di divinità non cominciarono a penetrare assieme all’agricoltura sedentaria,il commercio e una vita meno arcaica.
I discendenti dell’ antichissima India preariana sopravvivono nell’interno dello stato di Orissa a sud del Bengala,tribù dimenticate per secoli e testimonianze viventi della cultura tribale precedente all’invasione ariana,sopravvissuta e tramandata per generazioni nella tradizione e la mitologia orale.La pololazione tribale dell’ Orissa è di circa cinque milioni divisa in sessantadue gruppi diversi, ognuno con usanze e costumi propri,ma tutti riconducibili alla cultura originale dell’India arcaica che tremila anni di induismo hanno cancellato nel resto dell’ immenso subcontinente.
alcune sono state recentemente influenzate da costumi e tradizioni religiose delle vicine popolazioni hindu degli Orya e Andhra che hanno integrati all’ antica cultura, entrate nella complessa organizzazione induista, ne sono caste specifiche, ma non regolate dalla rigida gerarchia tradizionale diffusa nel resto del paese.
Lo stesso complesso sacro del Jagannath di Puri che è uno dei più importanti centri induisti indiani ,è probabilmente sorto su un antico luogo di culto preariano i cui elementi religiosi arcaici si sono adattati alla nuova religione perdendosi con i secoli nel complicato Gotha hindu, così come forse il vicino tempio di Koranak consacrato al Sole, quale divina emanazione della Trimurti,si è sviluppato su un precedente culto solare.
La cittadella di Jagannath è una delle poche rigorosamente interdetta agli infedeli ed è consacrata alle supreme divinità dell’immenso pantheon induista,ma sembra diversa dagli altri santuari del paese,lontan dal rigido codice di caste diffusa altrove,appare retaggio dell’originale organizzazione tribale sociale e religiosa della popolazione locale che ha abbracciato i sacri libri Vedda solo molto dopo della loro diffusione in India da parte degli invasori ariani.Un’altra parte della popolazione dell’Orissa è stata influenzata dall’induismo solo nelle concezioni religiose generali ma non culturali,conservando organizzazione e tradizioni tribali, le cerimonie ed i riti sono rimasti simili a quelli arcaici ,ma rivolti alle divinità hindù che hanno sostituito le precedenti mescolandosi a pratiche magico religiose originali il cui depositario è un sacerdote-sciamano o lo stesso capovillaggio che manifesta tali facoltà per i rituali propiziatori ed esorcistici legati ai cicli agricoli, alla comunità dei clan agli antenati e a un complicato universo di spiriti ed esseri sovrannaturali che sono entrati nello sconfinato esercito di divinità hindu.![]()
L’influenza delle culture ariana e dravidica ha trasformato la loro agricoltura primitiva, che prevedeva continui spostamenti con il completo esaurimento dei terreni coltivati, con l’introduzione di nuovi prodotti e tecniche, insediamenti più stabili e lo sviluppo di altre attività sconosciute precedentemente, come la tessitura, la metallurgia e l’ artigianato più avanzati.A queste popolazioni tribali “in transizione”, anche se essa dura ormai da secoli,appartengono alcune tribù Paraja, Bhunja, Ho, Dal, Santal, Kora e Koisan, che abitano le zone più accessibili tra le colline interne dell’ Orissa, la cui organizzazione sociale originaria ha adattato parzialmente i modelli hindu.
Ma tra esse non esistono le caste più umili e gli “intoccabili” paria, incompatibili con l’ antico sistema clanico regolato dai vincoli di sangue nel quale l’esistenza individuale non è predeterminata dall’appartenenza ad una casta,ma condizionata solo dalla posizione nel clan, dai rapporti di parentela e dalle specifiche qualità personali dimostrate nella collettività.
Foto reportages:
Scritto da Paolo del Papa
29-08-2006
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