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“All’altra estremità del Congo, nell’angolo nord orientale presso la frontiera dell’Uganda, vi é la regione dei laghi: se qualcuno avesse mai la pazza idea di visitare l’Africa in una sola settimana, e questo il posto che deve vedere …”
Così scriveva l’ africanista J.Gunther qualche anno fa, un’affermazione che si può comprendere a fondo e condividere solo dopo aver visitato il Congo orientale regione caratterizzato da catene montuose, vulcani, laghi, zone di savana e immense foreste equatoriali.Una serie di vulcani costituiscono la catena del Virunga, tra i quali il Karisimbi (mt.4507), il Nyamiagira (mt.3068), e il Nyiragongo (mt. 3470) sono ancora attivi.Nella parte più settentrionale la catena montuosa diventa spettacola re con i colossi dei leggendari “Monti della Luna” e del Ruwenzori con le loro nevi eterne, poco distanti i Monti Blu segnano il confine tra il bacino del Congo e quello del Nilo. Lungo questa dorsalaemontuosa i grandi laghi arricchiscono ulteriormente il paesaggio; il più meridionale è il Tanganika, un’enorme distesa d’acqua secondo solo al russo Baikal per profondità (mt.1470). Segue il Kivu, da cui prende il nome la gran de provincia del Congo Orientale, situato ad oltre 1400 metri di altitudine, é collegato al Tanganika con il fiume Ruzizi ed é ritenuto uno dei laghi più pescosi del mondo. Poco più a nord l’Amin , ex lago Edoardo, che è collegato al lago Alberto con il fiume Semliki, entrambe appartenenti al bacino del Nilo, le cui sorgenti sono nei paraggi.
Il gruppo umano numericamente maggiore che popola questa vastissima re gione é rappresentato dai Bantu, sostanzialmente un gruppo linguistico costituito da un gran numero di tribù di agricoltori che penetrarono in tempi relativamente recenti nel bacino del Congo. La civiltà Bantu, conferì uno straordinario impulso economico e culturale ad un’area vastissima dell’Africa equatoriale che raggiunse livelli altissimi con i regni congolesi di Bakongo e Baluba.Il Pensiero e l’Arte Bantu rimangono tra i più importanti esempi cultu rali africani che si sono tradotti anche in un’elevatissimo senso arti stico: in qualsiasi mercato congolese si possono reperire prodotti arti gianali di grande valore estetico in legno o avorio.Nella zona più settentrionale della regione, verso il confine con il Sudan, l’elemento umano é rappresentato soprattutto dai gruppi detti sudanesi “ insediatesi più tardi dei Bantu, come i Lugbara, Ngwandi, Logo, Azande e Mangbetu.Tra tutti circa cinque milioni di individui variamente distribuiti tra i fiumi Ubanghi e Kibali-Ituri; anche questi gruppi prima della colonizzazione belga disponevano di un’organiz zazione politica e sociale notevole.Ai confini con il Ruanda troviamo il gruppo Hamita che comprende alcune popolazioni di pastori come i Bashi e i Tutsi, questi ultimi meglio noti come Watussi, celebri per la loro alta statura. Il gruppo umano più antico dell’est zairese é rappresentato dai pigmei Mbuti, cacciatori e “raccoglitori” dalla statura bassissima, che vivono completamente isolati nella fittissima foresta dell’Ituri, spostandosi continuamente alla ricerca di selvaggina.
Scritto da Paolo del Papa
19-06-2006
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